AIDA M. ZOPPETTI

 

 

"C’è nessuno?…"
Si guarda in terra, poi si guarda in torno,
siede nell’erba senza far rumore.
"Zitti! Silenzio!" (nota dell’autore)

Incrocia le ali, sfila la maglietta:
ancora non l’ho scritto, ma era estate:
le parole erano ormai tutte spogliate.

**

Sembrava fuori luogo fuori mano
                                    (fuori
misura)
finito fuori programma nell’inquadratura
fuori di sé cercava un ruolo più opportuno
s’accorse che non v’era posto alcuno
e ripiegò le ali fingendosi sfinito
partecipò dal ramo al film dell’infinito.

**

 

E venti volte lo guardai di nuovo.
Quando tempo, diceva, ci sarà,
tornerò da te con due dozzine
di rose bianche, con semplicità
toglierò una ad una le tue spine.
Non pioveva forte, c’era una pioggia. Fine.

 

 

 

(da Di lama e di luna, Anterem edizioni, 2002)

 

Posted: August 23, 2007 Comments (0)

MARK STRAND

E’ vero, come ha detto qualcuno, che
in un mondo senza paradiso tutto è addio.
Sia che tu saluti con la mano o no,

è addio, e se non ti salgono lacrime agli occhi
è addio lo stesso, e se fingi di non accorgerti,
odiando ciò che passa, è addio lo stesso.

Addio e basta. E le palme nel piegarsi
sulla laguna verde e splendente, e i pellicani
in picchiata, e i corpi lustri dei bagnanti che riposano,

sono stadi in un’immobilità estrema, e il movimento
della sabbia, e del vento, e le movenze segrete del corpo
sono parte dello stesso insieme, una semplicità che trasforma l’essere

in occasione di lutto, o in un’occasione
per cui valga far festa, perché che altro si fa,
nel sentire il peso delle ali dei pellicani,

la densità delle ombre delle palme, le cellule che scuriscono
le schiene dei bagnanti? Sono al di là delle distorsioni
del caso, oltre le evasioni della musica. La fine

è messa in atto senza tregua. E la sentiamo
nelle lusinghe del sonno, nella luna che matura,
nel vino mentre attende nel bicchiere.

(da Porto oscuro, 1993)
 

Posted: August 6, 2007 Comments (1)

ATTILIO LOLINI

Aspettiamo l’alba
come avesse
riccioli e parrucche

mettendo giù versi
senza profumo
come fiori d’erborista

la gente sorride
ai giorni allineati
come barattoli
nei supermercati.

(da Poesie futili, 1996)

Posted: August 2, 2007 Comments (0)

CLAUDIO FRANCIA

Scendendo le scale
- s’era svegliato da poco -
aveva la sensazione d’essere
troppo fragile per la giornata
Risalì
Si tolse il cappotto
La sciarpa
Le scarpe…
Svegliò la moglie dal viso ricolmo di capelli
La baciò quando la giornata era già piena
Si sdraiò accanto a lei
(sotto le coperte) ancora vestito
Nascose la testa tra i suoi seni e
il primo singhiozzo si dichiarò
nella camera

 

**

 

La tazza del caffè
piena di mosche
La tazza bianca
le mosche nere
il caffè-latte
E’ una stagione ormai…
C’è condensa sui vetri
della finestra
l’edera scende dal vaso
appeso
Soffio nella tazza
metà delle mosche
cadono nel caffè-latte
Rimescolo

 

**

 

In questi ultimi tempi
ho fatto poco male
e niente bene.
Del resto, nulla devo dire.
In questi ultimi tempi
ero quasi sempre via.

 

(da Quanto basta e oltre, TAM TAM, 1985)

 

Posted: July 31, 2007 Comments (0)

MARK STRAND

I giorni sono in vantaggio
1.926.346 a 1.926.345.
Poi le notti li raggiungeranno.

 

**

 

Alcuni giorni dopo…
Alcune settimane, forse.
Niente posta.
Neve.
Nessuna voglia di continuare.
Uno dei miei cani l’hanno mangiato gli altri cani.

 

 

**

 

1) se un uomo capisce una poesia,
avrà dei problemi.

2) Se un uomo vive insieme ad una poesia,
morirà solo.

3) Se un uomo vive insieme a due poesie,
ne tradirà una.

4) Se un uomo concepisce una poesia,
avrà un figlio in meno.

5) Se un uomo concepisce due poesie,
avrà due figli in meno.

12) Se un uomo si vanta delle sue poesie,
verrà amato dagli stolti.

18) Se un uomo lascia che le sue poesie vadano in giro nude,
avrà paura della morte.

19) Se un uomo ha paura della morte,
verrà salvato dalle sue poesie.

20) Se un uomo non ha paura della morte,
le sue poesie forse lo salveranno forse no.

21) Se un uomo finisce una poesia,
si immergerà nella scia bianca della propria passione
e verrà baciato dalla pagina bianca.

(1970) 

 

**

 

 Se guardi la neve che scende a coprire la terra,
coprire se stessa e tutto ciò che tu non sei, vedrai
che è la deriva gravitazionale della luce
sul rumore dell’aria che cancella l’aria,
è il cadere dell’attimo nell’attimo, la sepoltura
del sonno, la fodera dell’inverno, il negativo della notte.

(1978)

(da Il futuro non è più quello di una volta, Minimum fax, 2006)

 

Posted: July 30, 2007 Comments (0)

ROBERTA CASTOLDI

me e le gambe
e la testa
e famigliare e i capelli
e le stanze.

è la forma del pensarmi
che morirò
così come toccare.

**
 
ieri ero un sipario strappato
oggi una piazza straordinaria
accadono fatti straordinari:
per esempio piove.
**
 
la tua vita confinava con la mia
a fianco la notte
lungo la tua linea nobile.

l’amore era la nostra civiltà
altrimenti sommersi

e gli isolati costruiti dentro
commuovendoci di regole
non facciamoli invadere
dai cespugliacci
- dimenticanza delle parole

la barbarie del bianco.

ma tenerti compagnia
attraverso i panni di lana
riduzione all’abbraccio
di qualcosa di vasto.

che l’amore lasci
almeno una conversazione

(da Il bianco e la conversazione, Marietti Edit., 2007)
 
Posted: July 28, 2007 Comments (4)

CORRADO COSTA

Localizza l’uomo invisibile in una mappa del Mojave Desert

sta su
una specie di cavallo
completamente appiattito nello schermo
coperto d’erba
che
nello stesso
posto
sta su
una specie di albero
coperto d’erba
una specie di tettoia
appiattita nello schermo
che
nello stesso
posto
sta
al riparo
nello stesso
posto
e in nessun altro
sta su
una specie di collina
con una traccia di fumo e questo paesaggio
completamente appiattito nello schermo
che
nello stesso
posto
sta su
una specie di cerchio
coperto d’erba
al riparo
con una pentola d’acqua
attorno
con legni carbonizzati
e attorno
sta su
una specie di posto
completamente appiattito nello schermo
per restare seduti
dove stanno nascosti
anche se nessuno li cerca

 **

 

L’uomo invisibile

Non danno molti film
di "L’uomo invisibile"
o
ne danno molti.
Con Claude Rains, Peter Lorre -
o
senza.
Si vedono - delle volte -
molti attori che recitano
storie d’amore e di avventura,
ma né noi
né loro
riusciamo mai a sapere se c’è
l’uomo invisibile.
Nessuno ha visto l’uomo invisibile.
L’uomo invisibile non si vede mai.
Si vedono - delle volte -
film con pochissima gente
e paesaggi,
nei paesaggi
attori solitari guardano attentamente
attorno
ma né noi
né loro
riusciamo mai a sapere se c’è
l’uomo invisibile.
Nessuno vede l’uomo invisibile.
L’uomo invisibile non si può
vedere
S’incontrano - delle volte -
molte persone
in un film
o senza film
s’incontrano, voglio dire, molte persone
senza una storia d’amore o d’avventura,
ma né noi
né loro
vediamo l’uomo invisibile,
neanche a letto
- dopo il film -
in due
senza una storia d’amore o d’avventura,
non riusciamo mai a sapere
se c’è l’uomo invisibile.
Finisce sempre che l’uomo invisibile
non si vede mai.
Potrebbe essere stato
anche un altro film.

 

(1983)

(da Cose che sono parole che restano, Diabasis, 1995)

 

Posted: July 27, 2007 Comments (0)

ELISA BIAGINI

annotto d’alghe
e specchi
m’inchiudo:

cadendo,
trascino questa
tovaglia di
luce.

 

(da Fiato, Ediz. D’If, 2006)

 

Le cose non spariscono
si spostano
come il peso da una gamba all’altra,
le buste della spesa che segano le mani:

scendono all’estremità,
nei polpastrelli,
ti intossicano le mani di presenze.

 

(da Uova, Edit. Zona, 1999)

 

Posted: July 26, 2007 Comments (0)

ELIO PAGLIARANI

Due temi svolti

1)

Adesso studio nelle commerciali
ma da grande farò lo spazzino
all’aperto, perché ci voglio bene, a Milano
e le strade le voglio pulite
e mi piacciono tanto le tute
e darò una mano all’agente
se una coppia calpesta il giardino
e picchierò i bambini che saltano
perché mi ricordo mio nonno
che non voleva vedermi giocare
contento: "i bambini devono piangere
gli uomini lavorare".

2)

In casa adesso faccio la sarta
perché a Milano bisogna lavorare
- il tram, se no, chi ce lo manda avanti? -
e gli occhi rossi sono più lucenti
ma da grande farò la cantante,
perché a un certo punto bisogna
calmare le vene che fanno crescere il collo,
poi viene la tiroide e gli occhi grossi,
e poi è la mia grande passione
e poi voglio dormire la notte
di colpo, e parleremo di cose pulite
e sarà un pezzo che ho finito di tremare
se un uomo in tram mi fruga, con le mani rozze,
e saprò bene dove porta un bacio.

Lo so, dobbiamo stare molto attente
che non ci venga una pancia grossa.

(da Cronache e altre poesie, 1954)

**

E’ già autunno, altri mesi ho sopportato
senza imparare altro: ti ho perduta
per troppo amore, come per fame l’affamato
che rovescia la ciotola col tremito.

 

(da Inventario privato, 1959)

 

 

Posted: July 25, 2007 Comments (0)

CARLO VILLA

I pesci a morte

Che Mike sia rimasto illuminato da Cage!
Il quale, apostrofato circa la sua musica

delirante, replicò: "c’era una volta
in Cina una ragazza bellissima

che faceva impazzire tutti i cinesi;
ma un giorno cadde nel lago

e spaventò i pesci a morte."

 

**

 

Pacco d’aria

Quanto tempo dovremo ancora vivere insieme
prima di riuscire a metterci

sullo stesso ritmo di coltello e forchetta,
se già siamo all’anziana,

languida faccia, scoscesa come un soffietto,
e ormai pacco d’aria semplicemente?

 

(da La maestà delle finte, Guanda, 1977)

 

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ALFREDO GIULIANI

Resurrezione dopo la pioggia

Fu nella calma resurrezione dopo la pioggia
l’asfalto rifletteva tutte le nostre macchie
un lungo addio volò come un acrobata
dalla piazza al monte
e l’attimo sparì di volto in volto
s’accesero i fanali e si levò la buia torre
contro la nostra debolezza
i secoli non ci hanno disfatti

 

(da I novissimi poesie per gli anni ‘60, Einaudi, 1979)

 

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STEFANO RAIMONDI

Vorrei che si spalancasse il giardino
che invadesse dappertutto
e che le strade fossero viottoli
e i palazzi chioschi
e l’indaffararsi fosse
una chiaccherata e la morte
la fine di un libro.

……

e tutto rimanesse lì
tra una panchina e un’ombra
e una galleria di foglie
che crolla senza nessun rumore.

Ma si dice che in estate
si muoia anche qui.

 

(da La città dell’orto, Casagrande, 2002)

 

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CARLO ALBERTO SITTA

L’approdo, inconsapevole, dispiega le ali come
fanno i gabbiani di terra, a turno, su un mare
di rifiuti. La tua urna senza sigilli, prosciugata
dal bianconero dei voli. Ogni altro colore è la
menzogna e il dolore della natura assuefatta.

 

**

 

A questo serve il distacco, a colpire la vita
nel momento in cui l’affanno prorompe.

 

**

 

Ritornerai? La verità che finisce per staccarsi
negli anni, ombra dopo ombra, con la stessa
ripetuta virtù, è il celebrato terrore di vivere.

 

(da Museo degli astri, Ediz. del laboratorio, 2006)

 

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MARA CINI

mi piace molto

al procedimento di un’imboscata
piegare a destra verso la montagna
l’arco di frassino
lungo filare d’alberi:
un luogo anni cinquanta
di cautela selvatica

 

**

 

viene l’alba
prima di scriverla
sul dorso
di un piccolo cerchio
ha il senso
di sentiero
in altro spazio
uscendo dal mattino
e così via, e così via

 

**

 

ai due bordi del giorno
un temporale e un temporale
agli orizzonti
un prato odora di bagnato

 

(da La direzione della sosta, Ed. TAM TAM, 1982)

 

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FRANCO BELTRAMETTI

Le temperature del mondo, estratto
 

Amsterdam sereno minima 2 massima 7
sorridi

Atene sereno minima 9 massima 15
mi abbracci

Chigaco neve minima - 12 massima - 8
sei allegra

Londra pioggia minima 3 massima 10
tappata in casa

Madrid variabile minima - 2 massima 11
che facciamo

New York coperto minima - 5 massima - 1
come ti chiami

San Francisco coperto minima 7 massima 11
come la mettiamo

 

**

 

una piena del fiume
ha tagliato in due la casa
totalmente cambiato il greto
una donna con un cane
attraversa il ponte - potresti
essere tu - in un anno
la mia vista non è migliorata

 

(da 15 poesie x irene aebi & steve lacy, Ed. TM TAM, 1984)

 

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CORRADO COSTA

I DUE PASSANTI

 

I due passanti: quello distinto con il vestito grigio
e quello distinto con il vestito grigio, quello con un certo
portamento elegante e l’altro con un certo portamento
elegante, uno che rideva con uno che rideva
uno però più taciturno e l’altro
però più taciturno, quello con le sue idee
sulla situazione e quello con le sue idee
sulla situazione: i due passanti: uno improvvisamente
con gli attrezzi e l’altro improvvisamente nudo
uno che tortura e l’altro senza speranza
una imprecisabile bestia una imprecisabile preda:
i due passanti: quello alto uguale e
quello alto uguale, uno affettuoso signorile l’altro
affettuoso signorile, quello che si raccomanda e
quello che si raccomanda

 

(da Pseudobaudelaire, Ed. Zona, 2003)

 

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FERNANDO ARRABAL

un giorno, guardandomi allo specchio, vidi che tre pezzi della testa mi cadevano come se fossero tre piccole pietre. li sostituii con cura
l’indomani caddero altri sette pezzi. avrebbero anche potuto essere, effettivamente, dele piccole pietre. li ricollocai facendo particolare attenzione a non cambiarli di posto.
da allora mi cadono pezzi di testa tutte le mattine, e anche del viso. a volte mi frana giù metà della testa. sono costretto a passare intere ore in bagno a riposizionare i pezzi.
oggi ho sorpreso i miei familiari a parlarmi dietro:
"diventa sempre più strano; ora gli è presa la mania di non girare del tutto la testa e di chiudersi in bagno per ore"

 

(da La pietra della follia, Giunti, 1998)

 

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GHIANNIS RITSOS

1)

niente di nuovo - dice. gli uomini muoiono o s’uccidono a vicenda, e soprattutto
invecchiano, invecchiano, invecchiano - i denti, i capelli, le mani, gli specchi.
quel vetro rotto della lampada - l’abbiamo rappezzato con un giornale.
ma quel che è peggio, come apprendi che una cosa appena appena vale, è già bell’e passata. allora
si fa una grande calma. arriva l’estate. gli alberi
sono alti e verdi - molto provocanti. gridano le cicale.
la sera i monti azzurrano. di lassù scendono
uomini oscuri. scendono zoppicando (fan finta di zoppicare).
gettano i loro cani morti mel fiume, poi, afflitti e come incolleriti,
ripiegano i sacchi, si grattano i testicoli e guardano la luna nell’acqua. solo
quella cosa inspiegabile in loro: che fingano d’esser zoppi
quando non c’è nessuno che li veda

 

(da Pietre ripetizioni sbarre, Feltrinelli)

 

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ELISA BIAGINI

Ti mangio nella pasta
ogni domenica,
nella pressione del sugo sottovuoto:
la segatura tra i denti non si sputa
trasuda dalla pelle,
un pavimento rotto
di piastrelle.

 

**

 

Con tutto quel
metallo che ti è
dentro - calamita

del mondo -, mi
attrai le otturazioni,
i braccialetti.

Scivolo a te, col
tuo marsupio peso
di pasticche, le

conserve dei torti
subiti, da succhiarsi
in inverno per memoria:

le labbra lucenti, di
quell’ascia che t’esce
di bocca.

 

**

 

seppellirti è
poi mangiarti
nella terra,

portarti a casa
nei capelli come
polline.

 

(da L’ospite, Einaudi, 2004)

 

Posted: July 24, 2007 Comments (0)

ELIO GRASSO

Il ricordo segreto
Aggiungere fogli grigi
Alla regola dell’anno

In lettere serali
Costringe questa luce
Al tono della madre

Per un breve tratto
Non torna agli occhi

Ricordo per difendere

 

(da Steve, gennaio 1985)
 

Posted: July 23, 2007 Comments (0)